Domenica 19 Agosto 2018

Bilanci

L'attività dell'Associazione "Massimo Ghio" - 2006

BRONI – Le prime settimane del nuovo anno sono tempo di bilanci. Anche per l’Associazione “Massimo Ghio” di Broni. Il sodalizio è nato nel gennaio del 1999 con lo scopo di mantenere viva la memoria del giovane di cui porta il nome e di continuare l’opera di assistenza, solidarietà e carità alla quale Massimo Ghio dedicò la sua breve vita.

Dalla data della fondazione anima dell’associazione sono i genitori di Massimo, Margherita e Michele, che aiutati da alcune persone di buona volontà tengono in piedi questa realtà assistenziale che ha scelto di operare in silenzio, con discrezione e senza clamori. La sede operativa è a Stradella nelle ex scuole di Casa Massimini che l’associazione ha completamente ristrutturato. In questi anni il gruppo ha scelto di focalizzare la propria attenzione in particolare sui neonati, sui bambini e sulle famiglie disagiate della zona, italiane o straniere.

“Armadio Bimbi” si chiama l’attività principale dell’Associazione “Massimo Ghio” e consiste nella raccolta di abiti usati, in particolare per neonati e bimbi appunto, e la ridistribuzione a coloro che ne hanno bisogno. Nel 2006 sono stati oltre 1000 gli indumenti per bambino distribuiti, tra tutine per neonati, maglioncini, pigiamini, camicine e quant’altro è necessario alla primissima infanzia.

I bambini assistiti nell’anno appena trascorso sono stati 25, i neonati 20, mentre le famiglie seguite sono state 21. Oltre 600 gli indumenti per adulti distribuiti, insieme a materassi, lenzuola, copriletto, asciugamani, lavatoi per neonati, culle, passeggini, sterilizzatori elettrici. Sono numeri che all’apparenza possono sembrare di poco conto se raffrontati a quelli, spesso roboanti e magari anche un poco “gonfiati”, delle grandi associazioni di volontariato, ma che assumono un grande significato alla luce del fatto che l’attività dell’associazione “Massimo Ghio” ha intercettato e soddisfatto esigenze di cui molto probabilmente nessuno si sarebbe fatto carico. Da notare come, rispetto al 2005, questo tipo di attività ha registrato un incremento di oltre il 50%. Anche per quest’anno quindi l’Associazione raccoglie indumenti, in particolare per neonati e per bambini che possono essere consegnati nella sede di Stradella, a Casa Massimini in via Emilia 29.

Ma non solo “Armadio Bimbi”. L’associazione ha infatti curato anche il trasporto di una sessantina di persone che necessitavano di recarsi in ospedale per visite, esami o terapie. Tutto questo grazie alla disponibilità di un Fiat Doblò, donato da un generoso benefattore. Per saperne di più è possibile consultare il sito internet www.massimoghio.it dove è peraltro possibile reperire i numeri telefonici dell’associazione.

Marco Rezzani

 

L'attività dell'Associazione "Massimo Ghio" - 2010

Un anno di intenso lavoro

Lo è stato per l'Associazione Massimo Ghio

BRONI – Un anno di intenso lavoro con un numero sempre crescente di richieste di intervento e di aiuto. Così si può descrivere l’anno 2010 dell’associazione “Massimo Ghio” di Broni e Stradella, nata nel 1999 per continuare l’opera di solidarietà del giovane di cui porta il nome.

L’attività del sodalizio consiste principalmente nella raccolta di indumenti e di materiale di prima necessità nuovo o in ottimo stato che viene poi ridistribuito, privilegiando soprattutto i bambini e i nuclei famigliari con figli appena nati o in età scolare, attraverso l’iniziativa chiamata “Armadio Bimbo”. L’associazione ha la sede operativa presso le ex scuole di Casa Massimini a Stradella, mentre la sede legale è a Broni.

Dicevamo di un continuo aumento delle richieste di aiuto, un trend che dall’inizio dell’ attività è stata la costante di tutti i bilanci di fine anno. Sempre più famiglie bisognose, sempre più mamme con bambini, sempre più persone di nazionalità straniera, anche se non mancano e sono andati anzi aumentando i nuclei famigliari di “casa nostra”.

A chi bussa alla porta della “Massimo Ghio”, mandato dai Servizi Sociali dei comuni, dalle parrocchie, dalla Caritas, da altre associazioni “sorelle” impegnate nel sociale (tutte istituzioni con le quali vi è fattiva collaborazione) o semplicemente grazie al passa parola, l’associazione distribuisce indumenti, scarpe, coperte, lenzuola, ma anche in certi casi passeggini, lettini e altri oggetti per la prima infanzia, per cercare di dare una prima risposta quanto mai essenziale alle tante situazioni di disagio che “popolano” le nostre città ed i nostri paesi in questo inizio di millennio.

Dopotutto è questa la filosofia dell’associazione: “Non pretendiamo di fare grandi cose, ma solamente di offrire il nostro piccolo e pensiamo prezioso aiuto a chi si rivolge a noi, nell’assicurargli quantomeno gli indumenti, soprattutto ai bambini che sono le prime vittime di ogni situazione di difficoltà”, fa notare il presidente Margherita Pomero Ghio che dell’istituzione è anima, cuore, motore e molto di più.

Stando ai numeri, nell’anno 2010 sono stati distribuiti circa 9000 pezzi a 178 famiglie assistite, ben 45 in più rispetto allo scorso anno.

Il programma per il 2011 non si discosta da quello dell’anno passato: continuare a soddisfare i bisogni dei più deboli.

Marco Rezzani